#TALKINGWITH Vittorio Alpi, Alpi Design Director

Il legno Alpi si distingue da tutti gli altri per il solo fatto di essere unico nel suo genere e nel suo aesthetic design. Non per altro l’azienda fornisce lo storico brand italiano Riva, prestigioso produttore di barche, e contribuisce a creare gli spazi di tantissimi altri luxury brands: l’Hilton Hotel sul lago di Como, il Ferretti Yatch, un nuovo spazio gastronomico di Peck a City Life, a Milano, per citarne alcuni. E non è sfuggito nemmeno ad Elle Decor. Ho incontrato Vittorio Alpi lo scorso Luglio ed è stato veramente un piacere parlare con un grande imprenditore italiano come lui, il quale mi ha raccontato come ha vissuto la prima fase della pandemia globale, ancora presente.

April 29, 2022

Ho incontrato Vittorio Alpi lo scorso Luglio ed è stato veramente un piacere parlare con un grande imprenditore italiano come lui, e mi ha raccontato come ha vissuto la prima fase della pandemia globale, ancora presente.

Prima azienda al mondo ad industrializzare il processo produttivo del legno composto, ALPI nasce come laboratorio di alta ebanisteria e diventa rapidamente un’industria leader nella produzione di superfici decorative. A partire dagli anni ’80, al comando c’è Vittorio Alpi, e l’avvio di prestigiose collaborazioni con nomi di spicco del design segnano la profonda sinergia tra l’azienda e il mondo del progetto. La continua spinta all’innovazione di ALPI ha portato anche alla collaborazione con Piero Lissoni, che da giugno 2015 ricopre il ruolo di art director.

(Photo: Vittorio Alpi, Alpi Director)

G. Lei è un importante imprenditore italiano. In tale veste, come ha affrontato l'emergenza Covid?

V. La nostra posizione è stata molto netta: prima la salute. Abbiamo addirittura chiuso prima del lockdown, considerando le misure che il governo aveva iniziato ad intraprendere in quasi tutti i settori della vita sociale, all'infuori del lavoro. Da noi lavorano 400 persone e lo sforzo organizzativo non è stato piccolo, abbiamo impiegato quattro settimane e dopo abbiamo ripreso in sicurezza. Nessuno si è ammalato sul lavoro né durante il lockdown, e i nostri dipendenti sono tornati al lavoro tranquilli perché si sono sentiti tutelati dal nostro rigore nell'osservanza delle norme. Abbiamo chiuso sia per dotarci di apparati di sicurezza (mascherine ecc. che non si trovavano) e accorgimenti quali l'obbligo della distanza di sicurezza, gli scaglionamenti per gli ingressi, il controllo della temperatura.

G. Sul piano privato, ha temuto per sé e i propri cari?

V. No. Stavano a casa, abbiamo osservato diligentemente tutte le precauzioni e dunque non posso dire di avere avuto paura.

G. Le misure adottate dal Governo italiano, con la chiusura di quasi tutte le attività, Le sono apparse corrette o eccessive?

V. Sicuramente si poteva fare di meglio, visto che le azioni delle regioni non erano coordinate fra di loro, c'erano zone d'Italia ad alto rischio e zone a basso rischio. Però la mia idea è che dovendo scegliere tra la tutela della salute e quella dell'economia, il primo valore è più importante. Dovendo dare una valutazione finale sull'operato del governo: meglio così che "liberi tutti", come negli USA, Inghilterra, Brasile.

G. Come si riuscirà a ripartire? Proprio in questi giorni le proiezioni europee danno l'Italia ai primi posti nella previsione di riduzione del PIL

V. Non so rispondere a questa domanda, la mia generazione non ha mai vissuto una circostanza del genere. Noi come azienda siamo fortunati perché esportiamo in molti Paesi quasi tutta la nostra produzione; questo ci consente di ridurre il rischio, visto che in parecchi Paesi il virus non ha avuto conseguenze significative. Se dovessimo vendere solo in Italia, sarei estremamente più preoccupato.

G. La Sua azienda esporta anche in USA. A questo proposito, come giudica le ricette economiche di Trump?

V. Nel breve termine ha avuto alcuni aspetti efficaci: Ha rivitalizzato l'economia e si è finalmente posto nel modo giusto rispetto alla concorrenza cinese. Però al tempo stesso ha sconvolto gli antichi assetti dei rapporti politici e commerciali con l'Europa e questo nel lungo termine andrà a discapito di tutti.

(Photo: Giulia Pellegrini, Founder and Creative Director SELF LOVE, Vittorio Alpi, Alpi Director)

G. Ritornando alle conseguenze economiche della crisi Covid, il Suo settore ha sofferto più o meno degli altri?

V. l nostro settore soffre certamente ma meno di tanti altri, ci sono ancora commesse ma si sta navigando a vista poiché 5 nessuno inclusi i clienti riescono ad avere una visione chiara del futuro.

G. Può darci alcuni cenni storici sulla Sua azienda?

V. Fu fondata da mio nonno, come falegnameria, prima della Seconda Guerra mondiale. Poi arrivò mio padre il quale, a cavallo fra gli anni ‘50 e ‘60, creò una piccola azienda per produrre industrialmente componenti per mobili: si trattava di un settore industriale nascente; prima di allora i mobili venivano prodotti artigianalmente. Altri momenti salienti: nel 1975 iniziammo la produzione in Africa, nel Camerun, con uno stabilimento galleggiante (una fabbrica su una grande chiatta) dove si produceva la materia prima che serviva per lo stabilimento di Modigliana; nel Camerun creammo poi uno stabilimento a terra e trasferimmo la chiatta nella Costa d'Avorio. Ottenemmo l'autorizzazione del Governo camerunense per l'uso delle foreste e così completammo la "catena di approvvigionamento", dalla materia prima alla produzione finale.

G. In che modo i vostri prodotti si inseriscono nel prestigioso modello del "Made in Italy"?

V. Il Made in Italy è stato costruito con i lavori di decenni, Prendiamo ad esempio Milano e la Brianza. Si sono verificate tre condizioni essenziali: la presenza di una base artigianale molto competente/qualificata sul territorio, designer che sono cresciuti in questo ambiente ed imprenditori sensibili alla dimensione estetica. Questo concorso di circostanze non penso sia mai venuto in altre parti del mondo.

G. Che cosa rende il vostro prodotto speciale?

V. Il nostro prodotto è un foglio di legno che si mette sopra il mobile. É la pelle del mobile. Può avere venature diverse, i più vari colori. Cosa lo rende speciale? il fatto che si tratti del risultato di un processo industriale. Il legno normale non è 'progettabile': apri un tronco e non sai cosa trovi. Il nostro prodotto invece lo è: il designer può decidere come vuole quel legno, esattamente come si fa con le stoffe. La differenza è che la stoffa è stampata e il nostro prodotto è un legno ricostruito (scomposto o ricomposto). Partiamo da un tronco naturale tondo, lo lavoriamo e lo trasformiamo nel c.d. 'tronco Alpi' avente le caratteristiche estetiche le più diverse, a seconda dei gusti e delle necessità del cliente.

G. Ultima domanda! Qual è il vostro rapporto con il modello ecologista del futuro?

V. Noi siamo estremamente interessati alle tematiche ambientali, vista la nostra attività, connotata da tante sfaccettature ecologiche. Siamo fortemente coinvolti nella produzione di beni che soddisfino le necessità della c.d. economia circolare: prodotti che, terminata la loro funzione originaria, siano riutilizzabili per altri usi. La nostra tradizione aziendale vanta ultradecennali certificazioni ecologiche sulla origine del legno. La nostra costante preoccupazione da molti anni a questa parte è stata di fornire ai clienti le più ampie rassicurazioni sulla qualità del nostro legno. Il nostro è un prodotto ecologicamente sostenibile in termini ambientali.

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G.