#TALKINGWITH One Percent Italy

(Photo: Giada Filippetti Della Rocca, Founder and Ceo One Percent Italy, Giulia Pellegrini Founder and Director SELF LOVE Magazine, Luglio 2020, Capri) | Fondatrice e CEO della startup One Percent e candidata alle elezioni regionali in Campania dello scorso Settembre, seppur essendo originaria di Bologna, battendosi per temi come l’imprenditoria giovanile, Giada ci ha raccontato l’evoluzione e le difficoltà scatenate dalla pandemia cui, come tanti altri giovani imprenditori, ha dovuto far fronte nel suo settore professionale: il turismo, in località esclusive come la Costiera Amalfitana.

Giulia Pellegrini

April 18, 2021

(Giada Filippetti Della Rocca, Founder&Ceo One Percent Italy)

G. In cosa consiste la vostra attività?

Giada. Gestione seconde case, case di vacanza, per conto di proprietari che vogliono mettere a reddito i loro immobili.  Ci occupiamo della gestione delle loro case; fin dall’inizio, con l’annuncio sui portali giusti e i servizi fotografici di presentazione, elaboriamo una strategia di offerta modulata sui ritmi del mercato e ci occupiamo dell’ospite dal momento della prenotazione a quello in cui entra in casa e poi sino al termine del soggiorno.

G. In quali località si trovano gli immobili che gestite?

Giada. Al momento la Costiera Amalfitana, la penisola sorrentina, Capri e Napoli. Il programma è di espanderci in altre località.

G. Quando è sorta la vostra attività?

Giada. Da un anno; l’azienda è giovanissima, la prima stagione è stata il 2019.  

G. Siete quindi anche voi un’impresa giovane, una start-up. Avete avuto difficoltà a lanciarvi?

Giada. Ovviamente, il primo importante scoglio è trovare i clienti, vincere la differenza dei proprietari che non ti conoscono. Con un’azzeccata campagna di marketing online, la collaborazione di una grande agenzia immobiliare come Engel&Völkers e il sempiterno passaparola, abbiamo iniziato a strutturarci. Un altro problema da affrontare è la preparazione del personale adibito alla cura e pulizia degli immobili: gestire una casa vacanze non è come occuparsi di una casa normale; la presentazione e la qualità del dettaglio, a partire dalla semplice preparazione dei letti alla disposizione dei cuscini e degli addobbi, è importante. Trovare il personale giusto non è semplice perché poche persone di servizio hanno una preparazione alberghiera. Ci muoviamo in una fascia di immobili medio alta ed è importante che i clienti percepiscano la qualità dei particolari.  

G. Perché è più attrattivo e conveniente alloggiare in una vostra casa anziché in un Hotel?

Giada. Il vantaggio principale è che le nostre ville sono rivolte a famiglie e gruppi che viaggiano insieme. Un Hotel non ha una zona comune ad uso esclusivo di nuclei o gruppi di persone, essendo queste zone aperte anche ad altri ospiti estranei. È un tipo di vacanza sicuramente diversa, quella che si trascorre in una villa che ospita solo un gruppo di persone che vogliono stare fra loro: il giardino, il patio, la piscina, gli spazi sono ovviamente più estesi dei quattro muri di una stanza d’Hotel, per quanto bella questa possa essere. C’è una possibilità assai più ampia di occasioni conviviali. Gli Hotel, anche quelli importanti sono standardizzati mentre la vita in una villa offre la possibilità per i turisti soprattutto stranieri di vivere con gli agi e le comodità di una famiglia.  

G. Il Covid19 ha certamente creato difficoltà. In quale misura ne state risentendo?

Giada. All’inizio, la cancellazione delle prenotazioni è stata traumatica. Il fatturato ne ha risentito fortemente. Ora la situazione sta cambiando, abbiamo iniziato a lavorare di nuovo. La clientela è mutata, non più stranieri ma italiani, con possibilità economiche mediamente meno elevate. Gli italiani sono abituati a vivere bene e sono clienti più difficili ed esigenti, capaci a volte di trovare il pelo nell’uovo, a differenza degli stranieri, felici e soddisfatti, per il solo fatto di trovarsi a Capri.  

G. Quali soluzioni avete trovate per tornare ad una situazione di normalità?

Giada. All’inizio abbiamo dovuto ridurre il personale e ridimensionare l’organico, e solo ora stiamo reintegrando: io stessa, dalla gestione generale ho dovuto scendere direttamente in campo e occuparmi di quanto facevano i miei collaboratori: ho lavorato il triplo, dal controllo delle case, al rapporto in prima persona con i clienti. E poi, tutte le incombenze obbligate dal momento storico: la sanificazione, le misure precauzionali, ecc. Questo ha comportato esborsi significativi e immediati, in assenza – causa lockdown – di guadagni contestuali; quest’anno, tutto sarà last minute.  

G. A questo proposito, quali sono le vostre previsioni sulla stagione in corso?

Giada. Molto difficile farle. In generale, a Febbraio – Marzo le prenotazioni ti consentono di prevedere l’andamento della stagione. Quest’anno è saltato tutto: siamo addirittura al last-second. In Luglio l’occupazione delle case è stata del 40% contro l’80% abituale. Speriamo che nei mesi a venire, anche grazie all’eventuale riaperture delle frontiere le cose migliorino.

G: Quali consigli ti senti di offrire per il miglioramento del settore turistico?

Giada: Io vivo in Campania. Venendo qui, credo di avere notato un buco di mercato: a differenza degli alberghi, le case, le ville sono ancora percepite come una grande occasione di mercato turistico. Bisognerebbe che il soggiorno nelle case vacanze fosse visto con maggiore favore, fornendo all’ospite molti servizi fino ad ora a appannaggio del solo settore alberghiero. Questo è ciò che facciamo noi; il nostro personale accoglie i clienti, si occupa della prenotazione agli stabilimenti balneari ed altro. Proprio ora che il turismo deve riprendersi, è necessario andare oltre il semplice servizio di biancheria e pulizia, ci vuole un tocco in più nell’assistenza al cliente onde ritagliarsi uno spazio maggiore rispetto agli Hotel. Bisogna avere grande cura del cliente, essere a lui vicini. È il nostro impegno. La grande professionalità è la vera chiave per tornare alla normalità.

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G.