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Alessandro Michele dice addio a Gucci: ripercorriamo le sue campagne più significative

Dopo sette anni alla guida della direzione creativa del brand, lo stilista romano ha annunciato pubblicamente il suo ritiro.

Giulia Pellegrini

December 3, 2022

December 3, 2022

Di Self Love Magazine

"Ci sono momenti in cui le strade si separano in ragione delle differenti prospettive che ciascuno di noi può avere. Oggi per me finisce uno straordinario viaggio, durato più di venti anni, dentro un'azienda a cui ho dedicato instancabilmente tutto il mio amore e la mia passione creativa. In questo lungo periodo Gucci è stata la mia casa, la mia famiglia di adozione. A questa famiglia allargata, a tutte le singole persone che l'hanno accudita e sostenuta, va il mio ringraziamento più sentito, il mio abbraccio più grande e commosso. Insieme a loro ho desiderato, sognato, immaginato. Senza di loro niente di tutto quello che ho costruito sarebbe stato possibile. A loro quindi il mio augurio più sincero: che possiate continuare a nutrirvi dei vostri sogni, materia sottile e impalpabile che rende una vita degna di essere vissuta. Che possiate continuare a nutrirvi di immaginari poetici ed inclusivi, rimanendo fedeli ai vostri valori. Che possiate sempre vivere delle vostre passioni, sospinti dal vento della libertà". Queste sono state le parole di addio rese pubbliche dal designer romano Alessandro Michele, che negli ultimi sette anni è stato alla guida della maison fiorentina Gucci.

Alessandro Michele comincia a lavorare da Gucci nel 2002: da disegnatore di accessori diventa presto stretto collaboratore della direttrice creativa del tempo Frida Giannini, fino ad arrivare a disegnare le collezioni donna, stravolgendo l’estetica di Gucci e consolidando uno stile inconfondibile che è diventato vincente nel mondo della moda.

(Gucci Fall-Winter 2018/2019. Courtesy)

Nel 2015 viene nominato direttore creativo della maison, lavorando per anni insieme all’amministratore delegato Marco Bizzarri, anche lui in carica dallo stesso anno. Il successo di Alessandro Michele è stato per Gucci un progresso costante non solo in termini di fatturato, ma anche, e soprattutto, di consenso e notorietà. Collezione dopo collezione, l’immaginario di Michele ha prodotto immagini memorabili che hanno condizionato il linguaggio della moda, grazie a un’inconfondibile estetica genderless che puntava tutto sull’esaltazione della diversità, lo stilista ha di fatto aperto un discorso che è diventato invasivo sulle passerelle di tutto il mondo. Sotto la gestione amministrativa di Bizzarri e quella creativa di Michele, Gucci è diventata l’azienda più profittevole del gruppo di lusso Kering, che include anche aziende come Saint Laurent e Balenciaga.

Dopo anni di crescita, in cui il fatturato è arrivato a sfiorare i 10 miliardi di euro, nell'ultimo anno e mezzo la spinta all’acquisto ha iniziato a rallentare, e le performance dell'azienda sono state al di sotto delle aspettative del proprietario di Kering, François-Henri Pinault, che avrebbe chiesto allo stilista di ripensare interamente all'immagine del marchio.

I diversi rumors parlano di un atteggiamento riluttante da parte del designer, e da qui la rottura.

Nel comunicato congiunto Bizzarri, Presidente e CEO di Gucci, scrive: «Ho avuto la fortuna di incontrare Alessandro alla fine del 2014. Da allora abbiamo avuto il piacere di lavorare fianco a fianco, mentre Gucci tracciava il suo percorso di successo, nel corso di questi ultimi otto anni. Voglio ringraziare Alessandro per il suo impegno ventennale in Gucci e, per la sua visione, dedizione e amore incondizionato per questa Maison unica, negli anni da Direttore Creativo».

Mentre Pinault ha dichiarato: «La strada che Gucci e Alessandro hanno percorso insieme negli ultimi anni è unica e rimarrà un momento eccezionale nella storia di questa Maison. Sono grato ad Alessandro per aver portato così tanto di sé in questa avventura. La sua passione, la sua immaginazione, il suo ingegno e la sua cultura hanno messo Gucci al centro della scena, al posto che merita. Gli auguro tutto il meglio per il prossimo capitolo del suo viaggio creativo».

Le influenze e collaborazioni di Gucci anche con il mondo dell’arte negli ultimi anni sono state diverse: a maggio 2021 il brand aveva messo all’asta un film ispirato alla sua collezione, Aria, che è stato venduto da Christie’s per 25.000 dollari, proseguendo nel 2022 con l’incursione nel metaverso permettendo ai fan di acquistare NFT che esplorano il passato, il presente e il futuro della maison. Dalle stampe multidimensionali di Flora alle parti del corpo bioniche del monogramma GG, i lavori sono stati presentati nella mostra The Next 100 Years of Gucci, ospitata sulla piattaforma online Vault, lanciata nel 2021 dallo stesso Michele, in occasione del centenario della casa. Attraverso la collaborazione di artisti come Alanna Vanacore, D.ARTA, Drew Young, Diberkato, Sasha Katz, Slam J, Tim Maxwell, Tyler Spangler l’asta ha reinterpretato la storia del marchio, con un occhio profetico al futuro. Con l’artista, filosofo e scrittore Rowynn Dumont, Michele ha avviato una serie di conversazioni – in onda su Twitter Spaces – sulla natura della creazione e del collezionare arte e moda oggi.

Risale al 2015, invece, in occasione del primo progetto #GucciGram, la collaborazione creativa con il giovane artista Ignasi Monreal, il quale realizza due artwork, in cui le stampe GG Caleido e GG Blooms fanno da sfondo a scene TV dal gusto rétro con protagoniste una meteorologa e un’improbabile veggente. Poco dopo, sui Gucci Art Wall in Lafayette Street a New York e in Largo La Foppa a Milano, prendono vita le illustrazioni per Gucci Bloom, la prima fragranza da donna di Alessandro Michele. Anche per la campagna Gucci Gift 2017, Monreal rappresenta dèi e titani in un universo in cui coesistono miti greci, codici alchemici e luoghi reali, in completa sinergia con la narrativa eclettica di Michele, per la campagna Gucci Hallucination, Ignasi realizza artwork ispirati ai quadri della storia dell’arte, come Ophelia di John Everett Millais (1852), con personaggi in total look Gucci Primavera Estate 2018.

Qualche mese fa invece, nel 2022, Michele rende omaggio ai film più celebri del regista Stanley Kubrick con la nuova campagna Exquisite by Gucci fotografata da Mert&Marcus, in cui la nuova collezione d’abiti, disegnata da Alessandro Michele prende vita in un eclettico connubio tra film e moda.

Un fatto è certo, l'impronta che il designer visionario romano Alessandro Michele ha lasciato in Gucci, non verrà dimenticata.

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Alessandro Michele dice addio a Gucci: ripercorriamo le sue campagne più significative

Dopo sette anni alla guida della direzione creativa del brand, lo stilista romano ha annunciato pubblicamente il suo ritiro.

Giulia Pellegrini

December 3, 2022

December 3, 2022

Di Self Love Magazine

"Ci sono momenti in cui le strade si separano in ragione delle differenti prospettive che ciascuno di noi può avere. Oggi per me finisce uno straordinario viaggio, durato più di venti anni, dentro un'azienda a cui ho dedicato instancabilmente tutto il mio amore e la mia passione creativa. In questo lungo periodo Gucci è stata la mia casa, la mia famiglia di adozione. A questa famiglia allargata, a tutte le singole persone che l'hanno accudita e sostenuta, va il mio ringraziamento più sentito, il mio abbraccio più grande e commosso. Insieme a loro ho desiderato, sognato, immaginato. Senza di loro niente di tutto quello che ho costruito sarebbe stato possibile. A loro quindi il mio augurio più sincero: che possiate continuare a nutrirvi dei vostri sogni, materia sottile e impalpabile che rende una vita degna di essere vissuta. Che possiate continuare a nutrirvi di immaginari poetici ed inclusivi, rimanendo fedeli ai vostri valori. Che possiate sempre vivere delle vostre passioni, sospinti dal vento della libertà". Queste sono state le parole di addio rese pubbliche dal designer romano Alessandro Michele, che negli ultimi sette anni è stato alla guida della maison fiorentina Gucci.

Alessandro Michele comincia a lavorare da Gucci nel 2002: da disegnatore di accessori diventa presto stretto collaboratore della direttrice creativa del tempo Frida Giannini, fino ad arrivare a disegnare le collezioni donna, stravolgendo l’estetica di Gucci e consolidando uno stile inconfondibile che è diventato vincente nel mondo della moda.

(Gucci Fall-Winter 2018/2019. Courtesy)

Nel 2015 viene nominato direttore creativo della maison, lavorando per anni insieme all’amministratore delegato Marco Bizzarri, anche lui in carica dallo stesso anno. Il successo di Alessandro Michele è stato per Gucci un progresso costante non solo in termini di fatturato, ma anche, e soprattutto, di consenso e notorietà. Collezione dopo collezione, l’immaginario di Michele ha prodotto immagini memorabili che hanno condizionato il linguaggio della moda, grazie a un’inconfondibile estetica genderless che puntava tutto sull’esaltazione della diversità, lo stilista ha di fatto aperto un discorso che è diventato invasivo sulle passerelle di tutto il mondo. Sotto la gestione amministrativa di Bizzarri e quella creativa di Michele, Gucci è diventata l’azienda più profittevole del gruppo di lusso Kering, che include anche aziende come Saint Laurent e Balenciaga.

Dopo anni di crescita, in cui il fatturato è arrivato a sfiorare i 10 miliardi di euro, nell'ultimo anno e mezzo la spinta all’acquisto ha iniziato a rallentare, e le performance dell'azienda sono state al di sotto delle aspettative del proprietario di Kering, François-Henri Pinault, che avrebbe chiesto allo stilista di ripensare interamente all'immagine del marchio.

I diversi rumors parlano di un atteggiamento riluttante da parte del designer, e da qui la rottura.

Nel comunicato congiunto Bizzarri, Presidente e CEO di Gucci, scrive: «Ho avuto la fortuna di incontrare Alessandro alla fine del 2014. Da allora abbiamo avuto il piacere di lavorare fianco a fianco, mentre Gucci tracciava il suo percorso di successo, nel corso di questi ultimi otto anni. Voglio ringraziare Alessandro per il suo impegno ventennale in Gucci e, per la sua visione, dedizione e amore incondizionato per questa Maison unica, negli anni da Direttore Creativo».

Mentre Pinault ha dichiarato: «La strada che Gucci e Alessandro hanno percorso insieme negli ultimi anni è unica e rimarrà un momento eccezionale nella storia di questa Maison. Sono grato ad Alessandro per aver portato così tanto di sé in questa avventura. La sua passione, la sua immaginazione, il suo ingegno e la sua cultura hanno messo Gucci al centro della scena, al posto che merita. Gli auguro tutto il meglio per il prossimo capitolo del suo viaggio creativo».

Le influenze e collaborazioni di Gucci anche con il mondo dell’arte negli ultimi anni sono state diverse: a maggio 2021 il brand aveva messo all’asta un film ispirato alla sua collezione, Aria, che è stato venduto da Christie’s per 25.000 dollari, proseguendo nel 2022 con l’incursione nel metaverso permettendo ai fan di acquistare NFT che esplorano il passato, il presente e il futuro della maison. Dalle stampe multidimensionali di Flora alle parti del corpo bioniche del monogramma GG, i lavori sono stati presentati nella mostra The Next 100 Years of Gucci, ospitata sulla piattaforma online Vault, lanciata nel 2021 dallo stesso Michele, in occasione del centenario della casa. Attraverso la collaborazione di artisti come Alanna Vanacore, D.ARTA, Drew Young, Diberkato, Sasha Katz, Slam J, Tim Maxwell, Tyler Spangler l’asta ha reinterpretato la storia del marchio, con un occhio profetico al futuro. Con l’artista, filosofo e scrittore Rowynn Dumont, Michele ha avviato una serie di conversazioni – in onda su Twitter Spaces – sulla natura della creazione e del collezionare arte e moda oggi.

Risale al 2015, invece, in occasione del primo progetto #GucciGram, la collaborazione creativa con il giovane artista Ignasi Monreal, il quale realizza due artwork, in cui le stampe GG Caleido e GG Blooms fanno da sfondo a scene TV dal gusto rétro con protagoniste una meteorologa e un’improbabile veggente. Poco dopo, sui Gucci Art Wall in Lafayette Street a New York e in Largo La Foppa a Milano, prendono vita le illustrazioni per Gucci Bloom, la prima fragranza da donna di Alessandro Michele. Anche per la campagna Gucci Gift 2017, Monreal rappresenta dèi e titani in un universo in cui coesistono miti greci, codici alchemici e luoghi reali, in completa sinergia con la narrativa eclettica di Michele, per la campagna Gucci Hallucination, Ignasi realizza artwork ispirati ai quadri della storia dell’arte, come Ophelia di John Everett Millais (1852), con personaggi in total look Gucci Primavera Estate 2018.

Qualche mese fa invece, nel 2022, Michele rende omaggio ai film più celebri del regista Stanley Kubrick con la nuova campagna Exquisite by Gucci fotografata da Mert&Marcus, in cui la nuova collezione d’abiti, disegnata da Alessandro Michele prende vita in un eclettico connubio tra film e moda.

Un fatto è certo, l'impronta che il designer visionario romano Alessandro Michele ha lasciato in Gucci, non verrà dimenticata.

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